Fin dalla nascita il fare era stata la sua danza, la terra gli raccontava di un Giardino nato dalle mani di un bambino. Pietra su pietra aveva costruito un mondo fatto di universi. Fatica e sudore, passione di un fiore. L’energia fluiva tra quelle dita che di fantasia e amore aprivano la via senza destare confusione all’incomprensione. Chi sapeva vedere, sentiva e odorava d’affetto, altri attingevano senza dare sospetto. L’albero era cresciuto, aveva vissuto tempeste e tramonti, albe e trionfi. (Casa Museo Sotto l’Etna)
Quando la saturazione ha colmato il limite, tutto il resto diventa retorica
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