A diciotto anni dal culmine di quel percorso espressivo la memoria artistica del Castello Normanno di Aci Castello riprende vita per ridefinire i contorni di una straordinaria resistenza umana e intellettuale. Tra quelle mura laviche l’artista, ha consumato un vero e proprio rito dando vita a una quadrilogia espositiva che ha unito la Sicilia al resto del mondo. Tutto ebbe inizio nel 2005 con il debutto di Percorso Inverso Uso e riuso della materia, un’esperienza visiva e sonora concepita per riscattare la materia morta destinata alla macerazione e trasformarla in un veicolo alchemico di rinascita spirituale contro le alienazioni della globalizzazione. L’anno successivo nel 2006 il viaggio interiore si è evoluto con Sorrisi Dipinti, un grido visivo contro l’omologazione sociale e l’ipocrisia moderna pensato per stimolare le coscienze intorpidite a riscoprire l’autenticità dei sentimenti e il valore puro della condivisione empatica. Nel 2007 la fortezza si è trasformata nella prima sede espositiva italiana di Imprints New York, accogliendo e facendo risuonare dentro le proprie fessure secolari le impronte energetiche catturate pochi mesi prima tra i grattacieli di Manhattan e le vertigini dell’Empire State Building. Il cerchio si è idealmente chiuso nel 2008 con il quarto appuntamento intitolato Polvere & Imprints Barcellona, un’estensione del flusso mediterraneo che ha celebrato la fusione culturale e l’istinto dei popoli costieri. Questo intero ciclo storico svoltosi puntualmente nella torrida cornice stagionale tra il 27 Luglio e il 28 Agosto ha richiesto all’artista un immane sacrificio fisico e intellettuale. Sotto il sole cocente di Luglio su una pietra lavica che accumulava e rigurgitava un calore asfissiante Arezzo di Trifiletti ha vissuto lo spazio come si faceva un tempo trasportando e salendo le imponenti opere a braccia una per una lungo le scale impervie del maniero. L’antico bastione un tempo prima tesoriera e custode delle Reliquie di Sant’Agata ha riattivato la sua antica genetica spirituale per connettersi con le metropoli di New York e Barcellona. Il profondo messaggio originario condiviso dal primo cittadino Silvia Raimondo e dall’artista è così sopravvissuto ai giochi di potere concretizzandosi nel manifesto internazionale Imprints of Peace, un faro di armonia globale che ancora oggi a distanza di diciotto anni dimostra come il sacrificio dell’arte possa curare le ferite del mondo contemporaneo e valorizzare le radici ancestrali della propria terra. (Scale del Sapere)
Un profondo desiderio di cose e azioni giuste
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