La sabbia qui è pulita, il suono è quello del mare e la stessa spiaggia partorisce di continuo pietre quasi ovali. La riserva e l’assunzione, un fermo immagine senza interruzione, il creare della natura priva di qualsiasi corruzione. Fermi ci lasciamo cullare da quel danzare armonioso, il cielo è pregno di mistero, di dolore e distacco, di separazione da un mondo all’altro. La raccomandazione, l’ancora e il galeone, il viaggio e il ritorno, la rotta e l’abbraccio eterno, La Madre Misericordiosa. (Riserva dell’Irmino)
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Un drago che si trasforma in cigno. (Vita di Ricerca)
Era il cuore a partorire strade, vicoli e ingressi, disegnare e realizzare progetti, un quotidiano che aveva costanza di galanteria. (Catania Visionaria) – Rivivo quel bambino affamato di bellezza. (Corpi d’Argilla Dipinti d’Oro) / Nel silenzio della forma ritrovo quella voce che mi riporta al Verbo. (Infanzia) \ Una goccia con dentro un mondo magico. A piccoli passi, granello su granello ripercorro quel sentiero, l’inizio. Condominio, piazza, isolato, alberi e trombe, canto del rientro, la luce dona spazio alla luna. @ Nonostante immagini la scena, sembra venire a mancare il nutrimento dell’entusiasmo. Un mondo svanisce, il vento trascina foglie secche, intorno sembra tutto sbagliato. Apparente resiste quel superficiale che non bada a spese, ma i colori sembrano sbiadire. | La notte mentre molti dormivano, fluttuavano in cielo, come nella mitologia islandese, folletti. Era un tempo che ancora resistevano anfratti di roccia vulcanica e vegetazione spontanea, luoghi metropolitani che venivano denominati sciare, frequenti nascevano spontanee varietà floreali, fichi e alberi con nomi e legende. Oggi, forse l’asfalto sigilla quei tempi, forse questo correre verso un futuro incerto, sta privando un mondo assai caro ai ricordi e alla fantasia di respirare. (Mutazione)

















