C’è una forza intrinseca nell’atto creativo che sfugge alle logiche del tempo lineare: è la capacità di sentire il domani, di tracciare un’impronta prima che il mondo ne comprenda la necessità. Quando l’arte è vera non conosce corruttibilità; vive di ideali puri e di un forte, viscerale rispetto dello spazio. Comunicare oggi attraverso i sentieri dell’indipendenza potrebbe apparire come un atto autoreferenziale, ma nella realtà dei fatti è l’unico modo autentico per preservare la memoria dell’operato. L’esistenza di un labirinto di compromessi, legati all’appartenenza di uno status gerarchico lontano dall’integrità dell’animo umano, non lascia alcun margine per far emergere la verità dell’arte, oggigiorno sdoganata e sottomessa a una comunicazione di massa priva di impulsi nevralgici. Il 25 Aprile 2013, ben sei anni prima che la pandemia globale confinasse l’umanità dietro il silenzio delle mascherine e l’ansia dell’ossigeno mancante, il Duomo e Piazza Università accoglievano “Respira Arte Catania”. Quell’azione viscerale, nata dall’anima che canta e dal cuore che danza, non era una semplice provocazione estetica: era un autentico grido profetico. Laddove la civiltà vedeva solo il disagio dell’immondizia materiale e il fumo nero dei copertoni bruciati, l’arte nativa sentiva il bisogno assoluto di un riciclo totale, invocando l’eliminazione del concetto stesso di rifiuto, la salvaguardia del respiro nei centri abitati e la metamorfosi dello scarto in tesoro comune. Un futuro imminente fondato sulla consapevolezza assoluta che siamo tutti uno. Oggi, quella stessa Piazza Università che ha accolto le impronte di pace, assiste all’esposizione di due cavalli dell’artista Arturo Di Modica, nati storicamente come bozzetto scultoreo in bronzo, un sogno che lo stesso artista aveva destinato a Vittoria. Il Comune di Catania nelle vesti del Sindaco, mette in scena la sua potenza formale patrocinando dalle casse comunali la cifra di 54.900 euro relativi al costo dell’operazione, e il conto non è ancora finito! Questo modo di operare, protetto dall’ombra dei riflettori che collegano i palazzi di Catania ai grattacieli di Manhattan e alle alleanze dei media patinati, risuona come uno schiaffo violento sul volto di tutti gli artisti indipendenti. Sembra essere la risposta sorda e distaccata dell’apparire a richieste umane e sentimentali, come quelle avanzate per la realizzazione di un busto in onore dell’amico Stefano Coco all’interno del Viale degli Uomini Illustri presso la Villa Bellini, tratto dall’essenza profonda del Giardino dentro il giardino. Ma l’Arte non recrimina, riscatta la storia: Un corpo in movimento contiene vita, e la sua testimonianza biologica risiede anche nelle tracce che lascia sul bagnasciuga del mondo. Nessuna delibera e nessuna passerella dorata potranno mai eguagliare la sacralità del Liotro. Alle sue zampe di pietra lavica, nelle notti di luna piena, tutte le sculture intorno si risvegliano e cantano le leggende cinte ai piedi del vulcano Etna. È in quel coro invisibile ai mercanti, sotto l’orizzonte infinito che unisce l’acqua al cielo, che risiede la giustizia del tempo, custodi del fanciullo incorruttibile, nell’animo visionario. (Rosa Mondo)
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Lasciatemi fare quello che devo fare
Sai, il cuore umano a me dà l’impressione di un pozzo profondissimo. Nessuno sa cosa ci sia laggiù. Si può solo cercare di immaginarlo dalle cose che ogni tanto vengono a galla. (Haruki Murakami) – Nesima nel cuore. Discrezione, unione, visione, insieme riusciremo a trovare un percorso valido per la terra che ci ha visto nascere. Il mio desiderio per Catania, Catania come centro del Mediterraneo, Catania come vetta d’Europa. (Cantiere Comune) / Azione Salvifica Algoritmi di Pace Cortile delle Nevi, Corsi e Ricorsi, Bionsà Mezzanine Living
Il Giardino dentro il giardino (Villa Bellini) / Cuore Saggio della Pietra – I Salesiani sono stati l’impronta di Don Bosco e Domenico Savio, proprio questa mattina ho incontrato un compagno di scuola. Quanti bei ricordi, l’aula d’artistica, le scale con la Madonnina, la fila per la colazione, il campo di pallamano. Mi rimane impressa la luce di quella struttura, quanti suoni pervadevano noi animelle pure, che tempi spensierati, ed ora è arrivato il nostro turno, siamo quasi adulti per provare a custodire quel nido. Grato, canticchio ogni tanto Don Bosco Ritorna.
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COMUNICARE UN PENSIERO DETTATO DAI SOGNI






